Il Padrino II

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Il Padrino 2TRAMA:
Il film, seguito del celebre Il Padrino, segue due distinti filoni narrativi. Racconta infatti le vicende del giovane Vito Corleone e del suo successore, il figlio Michael, alla guida della malavita newyorkese.

La storia del Giovane Vito:

Il piccolo Vito Andolini, nel 1901, assiste impotente al massacro della propria famiglia da parte del boss mafioso della città di Corleone, in Sicilia. Per salvarlo viene fatto emigrare a New York, dove per una svista anagrafica il suo cognome viene convertito in Corleone, essendo stato scambiato con il nome della sua città natale, e lavora onestamente presso il negozio di alimentari del Sig. Abbandando.
A un anno dal suo matrimonio con Carmela e dalla nascita del suo primogenito, Sonny, Vito viene licenziato in favore del nipote di Don Fanucci, piccolo ma feroce boss di quartiere. Successivamente, si imbatte in Peter Clemenza e Sal Tessio, che divengono suoi amici e con i quali compie, per vivere, piccoli furti di tappeti e vestiti. Fanucci li ricatta a fine di estorsione, imponendo un alto tributo finanziario, ma il giovane Vito, fingendo di assecondarlo, lo uccide a colpi di pistola. Inizia così la sua ascesa nella criminalità…

La storia di Micheal:
Michael è costretto a meditare sul futuro della famiglia: il fratello lo tradisce, alcuni rami dell’organizzazione tentano di rendersi autonomi, il Senato lo cita, Cuba passa dal governo di Batista a quello di Fidel Castro, la moglie si procura un aborto. È qualcosa di diverso da un seguito: racconta non solo quello che viene dopo il 1°, ma anche quello che lo precede. Il n. 1 s’incorpora nel n. 2, e ne viene continuamente evocato.

OPINIONI:
Probabilmente unico caso di sequel che supera (anche se davvero lievemente) il predecessore. L’affiancarsi della storia del nuovo Padrino con il vecchio è sublime, coi colori di un’America anni 20 che si inserisce in quella degli anni 50. Il Don Michele Corleone immerso in una realtà che a tratti segue e si immerge in quella del Don Vito, dalla quale nasce e proviene, per poi inevitabilmente staccarsi per divenire qualcosa di diverso, qualcosa di più efferato, violento, lontano e perchè no… triste, nel segno dei “tempi che cambiano”. Un’opera semplicemente magistrale, a tratti universale nella sua possanza artistica. Al confronto, celebrati film moderni (a parere di chi scrive) sbiadiscono fino allo scomparire. Il cinema è arte grazie a questi autori… Non abbiamo più l’icona Vito Corleone/Marlon Brando, ma tale latenza viene colmata dalle interpretazioni di un Al Pacino magistrale calato definitivamente nella realtà del personaggio, e soprattutto da un Robert De Niro epico, che dipinge un giovane Vito Corleone con la classica e mitologica mimica che solo Bob detiene. Ottima la regia di Francis Ford Coppola. Film imperdibile!

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About Author

Sara M

Cinefila da un quarto di secolo, si nutre di serie tv, film e Nutella.